Che moda fa?
Poi succede qualcosa che non era previsto.
L'abbigliamento tecnico incontra la moda. Nel 1984 a Milano, quando i giovani della Milano bene vivevano il loro tempo. Sedotti dalla griffe decidono di vestire Henri Lloyd, adottando come uniforme la scarpa Timberland, Levi's 501 e la giacca Henri Lloyd, Consort Original.
La giacca era stata progettata nel 1965 e indossata da Sir Francis Chichester nel suo viaggio epico.
Pensata originariamente per la vita in mare, è stata trasformata in una moda che avrebbe coinvolto l'intera Europa.
Così l'abbigliamento Henri Lloyd è divenuto d'un tratto accessorio indispensabile per l'immagine di una generazione di diciotto-trentacinquenni, scagliando il brand in un territorio totalmente inesplorato. La moda.
E da pioniere qual era, Henri non si è certo tirato indietro.
L'obiettivo era quello di utilizzare il patrimonio di Henri Lloyd, il suo atteggiamento britannico e intrecciarlo con un tocco di design italiano. Così la Gran Bretagna del 1990 è stata al centro della rivoluzione modaiola quando Henri Lloyd ha lanciato Black Label, una collezione sofisticata, con ispirazione sportswear e tessuti tecnicamente innovativi disegnati da Massimo Goggi. La collezione ha catturato l'umore dei tempi e nel 1997 Henri Lloyd è stato riconosciuto come Fashion Brand of the Year.
Ora le collezioni Henri Lloyd vestono uomini e donne, con negozi flagship da Londra a Sydney.
Dai pontili alle passerelle. Non male per un produttore di abbigliamento da mare di Manchester.

